ANNO XLII N.
122 Sabato, 3 aprile 2004
NOSTRA INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA
AGECONTROL ANTONELLO TRIZZA
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3859 03:04:04/09:00 roma, (ap) L'avvocato Antonello Trizza, presidente dell'Agecontrol, la Spa che opera nell'ambito dei controlli nel settore dell'olio d'oliva, ha concesso ad Agra Press una intervista su vari temi che vanno dai controlli stessi alla riforma della organizzazione comune di mercato del settore.
Qual è il bilancio della campagna 2002/2003 che Lei può trarre come Presidente dell’Agenzia deputata ai controlli nel settore oleario?
Il bilancio dell’attività svolta dall’Agecontrol nella campagna 2002/2003 è senz’altro
positivo. Sono stati raggiunti tutti gli obiettivi di controllo previsti dalla regolamentazione comunitaria ed indicati nel Programma previsionale di attivit
à dell’Agenzia approvato dalla Commissione Europea e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, mantenendo le spese dell’Agenzia entro i limiti dei finanziamenti approvati. L’attività si è prevalentemente concentrata sui frantoi e sui soggetti ad essi collegati. Il tasso di irregolarità accertato è attestato, ormai, su livelli fisiologici. Il lavoro del nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Agecontrol insediatosi a metà campagna e da me presieduto, è stato intenso ed orientato, oltreché alla gestione ordinaria, ad individuare (con qualche successo) prospettive di sviluppo per l’Agenzia come, ad esempio, è avvenuto con l’affidamento, da parte dell’Agea, dei controlli per l’applicazione del Regolamento (CE) n. 1334/2002.
E' possibile che la campagna in corso rappresenti l’ultimo periodo di vigenza del sistema di aiuti fondato sulla produzione effettiva di olio. Quali effetti sta producendo questa prospettiva sui soggetti che controllate?
A nostro giudizio non si stanno manifestando particolari comportamenti irregolari orientati ad “approfittare dell’ultima occasione”, ma, naturalmente, non si deve abbassare il livello di attenzione finora esercitato. Va poi ricordato che i controlli sulla produzione di questa campagna proseguiranno, comunque anche nella prossima.
Veniamo alla riforma dell’OCM olio di oliva; che giudizio ne da l’Agecontrol?
Sebbene non sia opportuno che l’Agecontrol, in qualità di organismo di controllo, esprima valutazioni sui contenuti fondamentali della riforma, abbiamo seguito con molta attenzione lo sviluppo del dibattito nazionale e comunitario che si è svolto da quando la Commissione Europea ha presentato la sua proposta. Ci sembra che, a livello generale, sebbene si stia registrando, in quest’ultimo periodo, una più concreta ipotesi di compromesso sulle tesi di fondo formulate dalla Commissione, è tuttavia largamente condivisa l’esigenza di apportarvi taluni aggiustamenti, quali quelli ben rappresentati dal parere espresso dal Parlamento Europeo, che non ne stravolgerebbero l’impianto. Siamo in attesa, come tutti del resto, delle decisioni finali che il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea adotterà, ci auguriamo, a breve, nell'interesse dell'olivicoltura nazionale.
Quali prospettive vede per il futuro dell’Agecontrol?
Riteniamo che, qualunque sia il contenuto definitivo della riforma del settore dell’olio di oliva, si dovrà comunque assicurare un adeguato sistema di controlli a livello nazionale. In quest’ambito l’Agecontrol costituisce un patrimonio organizzativo e professionale che può e deve essere valorizzato dalle Amministrazioni italiane competenti in agricoltura. Siamo fiduciosi sul nostro futuro, anche perché ci sono già stati, in diverse occasioni, segnali concreti di attenzione nei nostri confronti, l'ul timo dei quali è rappresentato dal recente provvedimento di riforma agricola approvato il 25 marzo scorso. dal Consiglio dei Ministri.